Prima ancora di assumere qualunque farmaco, la principale terapia per ridurre il colesterolo rimane l’adeguamento della dieta. Ma di quale colesterolo stiamo parlando? E qual è il tipo di grasso da contrastare?

UNO... O PIÙ COLESTEROLI?

L’aumento del tasso di colesterolo nel sangue (ipercolesterolemia) è un importante fattore di rischio di malattia cardiovascolare, così come il diabete o l’ipertensione arteriosa.  Favorisce l’insorgenza di malattie delle arterie coronarie (angina pectoris e infarto), di arteriti degli arti inferiori e di ictus.
Benché esista un unico colesterolo, due sono i sistemi incaricati di trasportarlo nel sangue:

  • le HDL (high density lipoproteins), che veicolano il colesterolo in eccesso verso il fegato, affinché venga eliminato. Si tratta del colesterolobuono”. Più il suo livello è elevato, più il suo effetto protettivo sui vasi è marcato;

  • le LDL (low density lipoproteins), che si comportano in maniera opposta. Queste particelle trasportano il colesterolo dal fegato a tutte le altre cellule. Quando il colesterolo LDL si accumula, infiltra la parete dei vasi e favorisce la formazione della placca, la quale conduce infine all’ostruzione del vaso sanguigno. Si tratta del colesterolocattivo”, che occorre ridurre quando si parla di dieta anti-colesterolo.

QUANTO È NECESSARIO RIDURRE IL COLESTEROLO?

Gli obiettivi non sono gli stessi per tutti.
I livelli di colesterolo da raggiungere variano in base alla storia clinica di ciascuno. Essi dipendono dall’esistenza o meno di altri fattori di rischio di malattia cardiovascolare, come l’ipertersione arteriosa, il fumo, la sedentarietà o il diabete. Più in particolare, riguardano il tasso di colesterolo LDL (c-LDL). Più esistono fattori di rischio, più l’obiettivo terapeutico sarà basso: ad esempio, c-LDL inferiore a 220 mg/dl in assenza di altri fattori di rischio, e c-LDL < 100 mg/dl nei pazienti che presentano un rischio cardiovascolare molto elevato.

LE INDICAZIONI PER LA DIETA

La quantità di lipidi (grassi) deve corrispondere (e, all’occorrenza, essere ridotta) a circa un terzo della razione calorica totale quotidiana. Si tratta però di limitare i grassi saturi (i “grassi cattivi”), i quali favoriscono l’aumento del colesterolo (in particolare, c-LDL), in favore dei grassi insaturi, dei quali fanno parte gli omega 3.
Questi acidi grassi sono indispensabili ai fini del corretto funzionamento dell’organismo e possono permettere di ridurre il colesterolo LDL.

Le principali indicazioni per la dieta anti-colesterolo sono:

1. limitare l’apporto di alimenti ricchi di acidi grassi saturi e di colesterolo come:

  • grassi di origine animale: carni grasse (maiale, agnello, montone, oca), salumi, frattaglie, burro, panna, latte intero, formaggi con più del 40% di grassi, tuorlo d’uovo, ecc;
  • oli di arachide, di palma, di cocco, strutto, alimenti fritti;
  • brioche varie, dolci, piatti pronti industriali;
  • cioccolato e bevande al cioccolato, gelati;
  • preferire le carni bianche, il pollame, il pesce e i crostacei, così come il latte, gli yogurt e i formaggi scremati.

2.  privilegiare gli alimenti ricchi di grassi insaturi:

  • olio di oliva, di girasole, di vinaccioli, di mais, di colza, ecc.

3.  aumentare l’apporto di omega 3. Questo acido grasso polinsaturo si trova:

  • nei pesci grassi dei mari freddi (sgombri, sardine, acciughe, salmone non di allevamento);
  • nei semi di lino e di colza, nella frutta secca e nelle noci;
  • negli ortaggi verdi a foglia (valerianella, cavolo, lattuga);
  • nelle alghe commestibili.

Lo scopo è quello di mantenere (o di ritrovare) un’alimentazione equilibrata e varia, ricca di frutta e verdura, comprendente lipidi scelti con cura, proteine e glucidi, preferibilmente di forma lenta (pane, cereali).
Un tempo si consigliava di privilegiare la margarina di girasole o mais, oggi non più perché si è rivelata cancerogena.

ALTRI CONSIGLI PER MIGLIORARE IL COLESTEROLO

  • Fare sport. L’attività fisica permette di aumentare il colesterolo “buono”, a patto di praticarla regolarmente, almeno 30 minuti al giorno (marcia attiva, jogging, nuoto, ecc.);

  • ridurre l’eventuale sovrappeso;

  • consumare le bevande alcoliche con moderazione (due bicchieri di vino al giorno per gli uomini, un bicchiere per le donne), sapendo che qualunque eccesso aumenta il tasso c-LDL e riduce il tasso c-HDL;

  • smettere di fumare. Oltre a costituire in sé un fattore di rischio cardiovascolare, il fumo agisce sul colesterolo LDL, favorendone l’accumulo sulle pareti dei vasi sanguigni.

E LE TERAPIE FARMACOLOGICHE?

Tutti questi provvedimenti sono di per sé in grado di migliorare il profilo lipidico. Ciò nonostante, se gli obiettivi prefissati non sono stati raggiunti dopo tre mesi di dieta rigorosa, è possibile prescrivere farmaci ipolipemizzanti, destinati a favorire il calo del colesterolo LDL, a complemento di tutte le raccomandazioni dietetiche e di igiene di vita già attuate.

La dieta, la ripresa dell’attività fisica, la lotta contro il fumo e il sovrappeso non devono essere considerati come un vincolo limitato nel tempo, bensì come un nuovo stile di vita che dovrebbe essere raccomandato all’intera popolazione.